Un pollaio sano è l’orgoglio di ogni allevatore. Purtroppo però, a minacciarne l’equilibrio, ci sono spesso infestazioni di parassiti del pollaio, in particolare pidocchi delle galline (conosciuti anche come pidocchi pollini), pulci e acari rossi che, se trascurati, possono causare stress, calo della produzione di uova, anemia e perfino la morte degli animali.
Come puoi difendere il tuo pollaio? Spesso con rimedi semplici, naturali ed economici.
Nei casi più difficili, invece, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati nelle disinfestazioni specifiche per allevamenti, capaci di garantire trattamenti sicuri ed efficaci sia per gli animali che per l’ambiente.
Scopri come come riconoscere i segnali d’infestazione, quali trattamenti usare e come prevenire il ritorno di questi parassiti dei polli.
Infestazioni nel Pollaio? Ecco Cosa Sapere su Pidocchi delle Galline, Pulci e Acari
Avere un pollaio sano e produttivo è il sogno di ogni allevatore, anche di chi lo fa per passione. Eppure, prima o poi, quasi tutti si trovano a fare i conti con un problema piuttosto comune: i parassiti delle galline. Ma perché le nostre pennute, anche quando vivono all’aria aperta e sembrano in ottima salute, si ritrovano improvvisamente a grattarsi, perdere piume o addirittura smettere di deporre uova?
La risposta, secondo gli esperti di avicoltura, sta in un mix di fattori: l’ambiente caldo-umido del pollaio è perfetto per la proliferazione di piccoli nemici invisibili come pidocchi delle galline, pulci e acari, che approfittano della densità degli animali, della paglia e delle fessure del legno per nascondersi e riprodursi. Non sempre si tratta di scarsa igiene ma di mancata prevenzione e monitoraggio. Anche il pollaio più pulito può trasformarsi in un habitat ideale per queste infestazioni se non vengono adottate precauzioni mirate. I parassiti esterni si attaccano alla pelle o alle piume, si nutrono del sangue o delle cellule epiteliali e, se trascurati, possono causare anemia, infezioni secondarie, calo di produzione e, nei casi peggiori, anche la morte dell’animale. Sapere riconoscere i segnali e conoscere le specie più comuni è il primo passo per risolvere il problema in modo efficace.



Segnali d’Allarme: Come Capire se il tuo Pollaio è Infestato
Uno dei primi segnali che deve accendere un campanello d’allarme è il prurito continuo: se noti che le tue galline si grattano spesso, si beccano con insistenza sotto le ali, attorno al collo o vicino alla cloaca, è molto probabile che ci sia qualcosa che le infastidisce. A seguire, potresti vedere zone del corpo spelacchiate o con piumaggio rovinato, segno che l’irritazione è diventata costante e ha portato all’autolesionismo.
Altro sintomo comune è il calo nella deposizione delle uova. Una gallina infestata è stressata, spende più energie a difendersi dai parassiti che a produrre uova. In alcuni casi estremi, può anche smettere di deporre del tutto. Se a questo si aggiunge una perdita di peso inspiegabile, creste pallide (spesso segno di anemia) o una maggiore letargia, il sospetto si fa ancora più concreto.
Controlla anche il pollaio stesso. Gli acari rossi, ad esempio, si annidano nelle fessure del legno e nei posatoi: se alzi una tavoletta o passi un fazzoletto bianco e noti puntini rossi o grigi che si muovono, potresti avere un’infestazione in corso. Nelle ore notturne, con una torcia, puoi anche provare a ispezionare il corpo delle galline: i parassiti tendono a essere più visibili quando si muovono attivamente alla ricerca di sangue.
Infine, fai attenzione a eventuali crosticine, irritazioni cutanee o punti scuri sulla pelle: sono segni lasciati dal morso dei parassiti o da infezioni secondarie causate dai graffi.
Parassiti Galline e Sintomi

- Galline irrequiete, che si grattano spesso
- Zone senza piume, soprattutto collo, dorso e sotto le ali
- Produzione di uova ridotta o assente
- Cresta più chiara o sbiadita del normale
- Animali apatici, meno attivi del solito
- Piccoli insetti visibili su corpo o nei nidi
- Puntini neri o rossi nei posatoi (feci di acari)
- Pelle irritata, crosticine o ferite
- Tracce di sangue sulle uova o nella lettiera
Rischi per la Salute delle Galline
Quando si parla di parassiti nel pollaio, il fastidio o il disagio per le galline è il minimo: i rischi reali per la loro salute possono essere anche molto gravi, specialmente se l’infestazione viene sottovalutata o trascurata. I parassiti esterni come pidocchi, pulci e acari non si limitano a “vivere sulle galline”, ma si nutrono di sangue, tessuti o cheratina, causando stress cronico e indebolimento progressivo del sistema immunitario.
Secondo veterinari esperti in avicoltura, una gallina che convive troppo a lungo con questi ospiti indesiderati è esposta a diversi pericoli:
- Anemia: uno dei problemi più frequenti, soprattutto in caso di infestazioni da acari ematofagi (come il Dermanyssus gallinae, noto anche come “acaro rosso”). La perdita costante di sangue, seppur minima, può ridurre drasticamente i globuli rossi e compromettere l’ossigenazione dei tessuti.
- Carenze nutrizionali: il continuo stato di allerta e l’irritazione cutanea aumentano il consumo calorico delle galline, che bruciano energie per difendersi e mantenere la temperatura corporea. Questo porta a dimagrimento anche in presenza di un'alimentazione adeguata.
- Infezioni secondarie: le lesioni provocate dal grattamento continuo o dai morsi dei parassiti diventano porte d’ingresso per batteri, funghi e virus. Si possono sviluppare infezioni cutanee, dermatiti o addirittura sepsi nei casi più estremi.
- Malattie respiratorie: gli acari, oltre a vivere sul corpo delle galline, rilasciano materiale organico che si accumula nella lettiera e viene inalato, favorendo patologie respiratorie, soprattutto in ambienti poco ventilati.
- Compromissione dell’apparato riproduttivo: una gallina stressata smette spesso di deporre, ma in alcuni casi l’infiammazione cronica causata dai parassiti può influenzare anche gli organi riproduttivi, rallentando la ripresa anche dopo l’eliminazione dell’infestazione.
- Aumento della mortalità nei pulcini: i giovani sono particolarmente vulnerabili. Un’infestazione in un pollaio dove sono presenti pulcini può provocare morte precoce per shock termico, anemia grave o infezioni fulminanti.
Questi problemi non solo compromettono il benessere delle galline, ma si riflettono anche sulla redditività dell’allevamento: meno uova, più spese veterinarie, crescita stentata e, nei casi peggiori, perdita di capi.
Pidocchi delle Galline o Pidocchi Pollini: Come Riconoscerli?
I pidocchi delle galline, noti in ambito veterinario come ectoparassiti masticatori appartenenti all’ordine Phthiraptera, sono tra i più comuni parassiti esterni che infestano gli uccelli domestici e selvatici, comprese le galline ovaiole. A differenza di altri parassiti come gli acari (che pungono per succhiare sangue), i pidocchi non sono ematofagi: si nutrono di frammenti di pelle, piume, secrezioni cutanee e detriti organici presenti sul corpo dell’animale. Questo comportamento però provoca ugualmente irritazione, prurito, stress e danni al piumaggio.
Le specie più frequentemente rilevate nei pollai sono:
- Menacanthus stramineus (pidocchio del corpo): il più diffuso. Si localizza principalmente sotto le ali, sul petto e nella zona cloacale.
- Lipeurus caponis: tende a concentrarsi sulle penne delle ali e della coda.
- Goniocotes gallinae: più piccolo, si distribuisce su tutto il corpo.

I pidocchi delle galline sono mallofagi. Che significa? Mallofagi è un termine tradizionalmente usato per indicare un sottordine di insetti parassiti appartenenti all’ordine Phthiraptera, cioè i pidocchi masticatori.
Etimologia: dal greco mallos (lana) e phagein (mangiare), “mangiatori di lana” cioè insetti che masticano e si nutrono di sostanze cheratiniche (come piume, scaglie di pelle, penne), non di sangue. I mallofagi hanno apparato boccale masticatore, a differenza degli anopluri (pidocchi succhiatori), che hanno bocca pungente-succhiante.
Il ciclo vitale del pidocchio della gallina è interamente svolto sull’ospite, e dura mediamente 5–10 giorni, a seconda della temperatura e dell’umidità ambientale. Le femmine depongono le uova (dette lendini) attaccandole saldamente alla base delle piume, vicino alla pelle. Dopo circa una settimana, le uova si schiudono e liberano le ninfe, che maturano in adulti in 4-5 giorni. Questo significa che le infestazioni avicole possono crescere rapidamente, se non individuate e trattate per tempo.
Come si Trasmettono i Pidocchi nelle Galline
I pidocchi delle galline si trasmettono principalmente per contatto diretto tra gli animali. Quando una gallina infestata entra in contatto con una sana – ad esempio su un posatoio, in un nido o durante il becchettamento reciproco – i pidocchi possono facilmente passare da un corpo all’altro, agganciandosi alle piume o alla pelle.
Ma il contatto indiretto gioca anch’esso un ruolo importante: questi parassiti, pur non sopravvivendo a lungo lontano dall’ospite, possono rimanere vitali per fino a 7 giorni in ambienti favorevoli, come:
- Lettiera contaminata
- Paglia o trucioli nei nidi
- Posatoi in legno con fessure
- Attrezzi, secchi, contenitori per il cibo
- Gabbie e trasportini non disinfettati
Altri veicoli di trasmissione:
- Nuovi animali introdotti nel gruppo senza quarantena preventiva
- Uccelli selvatici (piccioni, passeri, rondini) che accedono al pollaio
- Operatori umani che trasportano uova, cibo o oggetti da un pollaio infetto a uno sano
Un altro aspetto critico è che una gallina può essere portatrice asintomatica nelle fasi iniziali dell’infestazione. I pidocchi si moltiplicano gradualmente, e quando i sintomi diventano visibili, spesso si è già verificata la diffusione a più membri del gruppo.
Pidocchi delle Galline si Attaccano all'Uomo?
I pidocchi delle galline non infestano l’essere umano in modo permanente. Questi parassiti sono specifici per specie (si dice “ospite-specifici”), il che significa che si sono evoluti per vivere solo su uccelli, in particolare polli, galline e altre specie avicole. Il loro apparato boccale e il ciclo vitale non sono compatibili con la pelle umana.
Tuttavia…
In alcuni casi, possono temporaneamente salire sull’uomo, soprattutto se si lavora a stretto contatto con animali infestati o si manipolano attrezzi e lettiere contaminati. In queste situazioni potresti avvertire un leggero prurito o irritazione transitoria. I pidocchi possono muoversi sui vestiti o sulla pelle, ma non riescono a nutrirsi né a sopravvivere a lungo. Non depongono uova sul corpo umano.
Sintomi Tipici dell’Infestazione da Pidocchi nel Pollaio
Lendini visibili alla base delle piume
I pidocchi depongono uova (lendini) bianche o giallastre che aderiscono saldamente al fusto delle piume, specialmente vicino alla cloaca, sotto le ali o lungo il petto. Non si staccano facilmente come la forfora: questo è un segno distintivo.
Insetti mobili tra le piume in pieno giorno
A differenza di altri parassiti, i pidocchi sono attivi durante il giorno e si possono osservare direttamente muoversi tra le piume, con un corpo appiattito e colore dal giallastro al marrone chiaro.

Piumaggio con aspetto “polveroso” o spezzato
I pidocchi si nutrono della cheratina delle piume, lasciando un aspetto sfilacciato, con penne spezzate o macchiate di una sostanza simile alla polvere. Questo danno diretto al piumaggio è caratteristico.
Irritazioni da masticazione cutanea, non punture
A differenza degli acari, i pidocchi non pungono, ma rosicchiano la pelle e le piume, creando micro-abrasioni superficiali che possono infiammarsi.
Le crosticine che compaiono non derivano da morsi profondi, ma da lesioni da sfregamento e beccate.
Concentrazione del problema in zone ben localizzate
Le infestazioni da pidocchi tendono a svilupparsi in punti specifici: cloaca, sotto ali, collo e parte inferiore del petto. Se l’irritazione è concentrata lì, i pidocchi sono sospettati principali.
Progressione lenta ma costante
I sintomi si aggravano in modo progressivo, non esplodono da un giorno all’altro. Questo aiuta a distinguere i pidocchi da infestazioni acute come quelle da acari rossi, che possono causare peggioramenti improvvisi.
Trasmissione facilitata nei pulcini via contatto madre-pulcino
Nelle prime settimane di vita, i pulcini possono già presentare infestazione se la madre è portatrice. Sintomi nei giovani: piumaggio “sporco”, arruffato, crescita rallentata.
Come Curare le Galline da Pidocchi
Quando l’infestazione da pidocchi pollini è confermata, è fondamentale intervenire rapidamente e in modo mirato. I trattamenti devono essere efficaci sia sull’animale che sull’ambiente, altrimenti il problema si ripresenta. Per eliminare i pidocchi dalle galline dovrai agire quindi su due fronti:
Trattamento antiparassitario per le galline
Usa prodotti specifici per galline, preferibilmente dopo aver consultato il veterinario. I prodotti più comuni sono quelli a base di permetrina, disponibili in spray o polvere. Devi applicarli direttamente sulle galline, sollevando bene le piume e insistendo in particolare nella zona della cloaca, sotto le ali e sul dorso, dove i pidocchi si concentrano di più. Esistono anche trattamenti con Tetrametrina o Cipermetrina in spray o spot-on, sempre efficaci per eliminare gli adulti. Ricorda però di ripetere il trattamento dopo circa 7-10 giorni: questo ti permette di eliminare anche le nuove larve nate dalle uova (lendini), che spesso sopravvivono ai primi trattamenti.
Disinfestazione del pollaio
I pidocchi non restano soltanto sulle galline: uova e alcuni adulti possono cadere nella lettiera, nei nidi e sui posatoi. Per questo motivo, devi rimuovere completamente la lettiera e smaltirla lontano dal pollaio. Lava accuratamente tutte le superfici interne con acqua calda e sapone, e successivamente applica un disinfettante o un insetticida specifico per ambienti avicoli. Presta particolare attenzione a fessure nel legno, angoli nascosti e posatoi: è proprio lì che i pidocchi cercano rifugio. Infine, utilizzare polveri antiparassitarie naturali, come la terra di diatomee o il caolino micronizzato, può essere molto utile per creare una barriera protettiva e prevenire nuove infestazioni.
Pidocchi Galline e Rimedi Naturali: Funzionano?
I rimedi naturali per i pidocchi delle galline possono coadiuvare, ma non sostituire i trattamenti veterinari. Oli essenziali (come tea tree, olio di neem, lavanda) hanno blanda attività repellente e insetticida, ma non uccidono i pidocchi. Puoi usarli per mantenere pulito il pollaio dopo la disinfestazione.
Come prevenire future infestazioni?
- Isola sempre nuovi animali per almeno 10 giorni prima di inserirli nel pollaio.
- Pulisci regolarmente e cambia la lettiera.
- Controlla il piumaggio delle galline almeno una volta al mese.
- Metti a disposizione cassetti per la sabbia o la cenere di legna: le galline amano fare bagni di polvere che aiutano a tenere lontani i parassiti.
Pulci della Gallina (Ceratophyllus Gallinae)

La Ceratophyllus gallinae è una pulce ematofaga appartenente all’ordine Siphonaptera, famiglia Ceratophyllidae. Si tratta di un parassita esterno specializzato negli uccelli, ma che può pungere anche mammiferi, compreso l’uomo, se ne ha occasione. È una delle pulci più comuni nei pollai e nei nidi di uccelli selvatici.
Una delle sue peculiarità è che, a differenza dei pidocchi, non vive stabilmente sull’ospite, ma si nutre saltuariamente e poi si rifugia nella lettiera, nelle fessure del legno o nei materiali del nido, dove compie gran parte del suo ciclo vitale.
Il ciclo completo può durare da 2 a 6 settimane, a seconda delle condizioni ambientali. Si compone di:
- Uovo: deposto nell’ambiente (mai sul corpo dell’animale).
- Larva: vermiforme, si nutre di detriti e feci di pulci adulte (ricche di sangue non digerito).
- Pupa: si chiude in un bozzolo e può restare in stato latente per settimane.
- Adulto: salta sull’ospite per nutrirsi di sangue, poi torna nell’ambiente
Le larve e le pupe si sviluppano nella lettiera, nei posatoi, nei nidi o in fessure, soprattutto se sono umidi, bui e poco disturbati.
Come Capire se le Galline Hanno le Pulci?
Capire se le tue galline sono alle prese con le pulci può essere una vera sfida, perché — a differenza dei pidocchi — le pulci non vivono stabilmente sul corpo dell’animale. Saltano sul loro ospite solo per nutrirsi, poi si rifugiano tra la lettiera, nei nidi o nelle fessure del legno. Ecco perché spesso non le vedi, ma le senti… attraverso i comportamenti delle galline.
Uno dei segnali più evidenti è il cambiamento nel comportamento notturno. Le pulci sono particolarmente attive di notte, quindi se le galline iniziano a muoversi nervosamente sul posatoio, si grattano o sembrano infastidite, potresti avere un’infestazione in corso. Questo prurito notturno, infatti, è tipico: le galline sembrano irrequiete, si beccano in modo ripetitivo, e a volte si rifiutano persino di rientrare nel pollaio.
Durante il giorno, potresti notare piccoli arrossamenti o crosticine in zone dove il piumaggio è più rado, come sotto le ali o intorno alla cloaca. Le punture di pulce, a differenza di quelle di acaro, non lasciano lividi o aree infiammate estese, ma possono causare piccole macchie rosse o lesioni da grattamento.
Un altro indizio arriva dall’ambiente stesso: controlla nidi, fessure nel legno o le zone più tranquille e riparate. Le pulci si nascondono proprio lì. Un trucco utile? Passa un panno bianco o metti un foglio di carta nelle fessure e poi scuotilo: se vedi piccoli insetti saltellanti, ci siamo.
Le Pulci Galline Possono Attaccare gli Esseri Umani?
Uno dei problemi principali delle infestazioni di pulci del pollaio è che questa specie di pulci può attaccare l’uomo. Anche se la Ceratophyllus gallinae è una pulce specifica per gli uccelli, non è raro che possa pungere anche l’uomo, soprattutto quando il pollaio è infestato e gli insetti non trovano ospiti avicoli disponibili — o quando ci si avvicina troppo a zone contaminate.
Perché lo fanno? Il motivo è semplice: le pulci hanno bisogno di sangue per sopravvivere e riprodursi. Se una gallina non è presente o non è accessibile, la pulce non si fa troppi problemi a cercare una fonte alternativa — e noi, con la nostra pelle sottile e calda, diventiamo candidati ideali.
Come avviene il contatto?
- Durante la pulizia del pollaio o la raccolta delle uova
- Sedendosi o inginocchiandosi su paglia contaminata
- Attraverso i vestiti, specialmente se si appoggiano su nidi, fessure o lettiere dove si trovano le larve o le pulci adulte in attesa
Cosa causano le pulci delle galline quando attaccano l’uomo? Prurito intenso, arrossamento e piccole papule (simili a quelle delle pulci dei gatti). A volte irritazioni più forti o reazioni allergiche locali, soprattutto in persone sensibili. Le lesioni compaiono spesso in gruppi di 2-3 punture ravvicinate e non vanno grattate, per evitare infezioni.
Come Eliminare le Pulci dalle Galline?
Per eliminare le pulci dalle galline è fondamentale intervenire sia sugli animali infestati che sull’ambiente, proprio come avviene per i pidocchi. Le pulci non vivono stabilmente sul corpo dell’animale, ma si nascondono nella lettiera, nei nidi e nelle fessure del pollaio, dove completano gran parte del loro ciclo vitale.
Il trattamento delle galline prevede l’uso di antiparassitari a base di piretroidi, come la permetrina, disponibile in formulazioni in polvere o spray. È uno dei principi attivi più utilizzati e consigliati in ambito avicolo, grazie alla sua efficacia contro gli ectoparassiti adulti.

Parallelamente, è indispensabile disinfestare accuratamente il pollaio, utilizzando prodotti ambientali registrati per l’uso in allevamenti avicoli. Questo serve a interrompere il ciclo riproduttivo delle pulci e prevenire nuove infestazioni.
Per la disinfestazione pulci, tra le soluzioni più innovative, si sta diffondendo anche l’uso della criodisinfestazione, una tecnica a freddo che sfrutta l’effetto shock termico dell’anidride carbonica o dell’azoto liquido per eliminare i parassiti. Sebbene venga spesso impiegata contro le cimici dei letti, si è dimostrata efficace anche nel contesto avicolo. Si tratta tuttavia di un trattamento professionale che richiede attrezzature specifiche e personale esperto.
Acaro Rosso delle Galline (Dermanyssus gallinae)

Il Dermanyssus gallinae, meglio conosciuto come acaro rosso delle galline, è un ectoparassita ematofago, cioè si nutre del sangue degli uccelli, in particolare delle galline. Appartiene alla famiglia Dermanyssidae, ed è uno dei principali responsabili di cali di produttività, stress cronico e anche mortalità in allevamenti di pollame, sia intensivi che rurali.
L’acaro delle galline è visibile a occhio nudo. Non è microscopico come altri acari (es. quelli della scabbia), e infatti molti allevatori lo notano direttamente in certe condizioni.
La dimensione media è di circa 0,6–1 mm, più piccolo di una formica ma visibile come un puntino che si muove. Il colore è grigio chiaro o trasparente quando è a digiuno (difficile da vedere su sfondi chiari o legno) e rosso vivo o colore marroncino chiaro dopo il pasto di sangue. Ecco perché si chiama “acaro rosso”: il colore è dovuto al sangue ingerito, non alla sua pigmentazione naturale.
Perché l’acaro del pollo è pericoloso? Perché provoca:
- Prurito e irrequietezza notturna
- Anemia (soprattutto nei pulcini e nelle galline ovaiole)
- Calo nella produzione di uova
- Stress cronico, con effetti su crescita e comportamento
- Mortalità nei casi gravi
- Trasmissione di patogeni: è vettore meccanico di Salmonella, E. coli, virus dell'influenza aviare e altri agenti infettivi
Come Capire se la Gallina ha gli Acari?
Capire se una gallina è infestata dagli acari rossi (Dermanyssus gallinae) non è sempre immediato: non vivono costantemente sul corpo dell’animale, ma lo colpiscono di notte, quando la gallina è ferma e indifesa sul posatoio.
Durante il giorno, potresti non vedere nulla sul piumaggio o sulla pellE ma le galline iniziano a mandarti segnali, se le osservi bene.
Per esempio, una gallina che si rifiuta di entrare nel pollaio la sera, o che cerca di dormire fuori, sta forse cercando di evitare ciò che la infastidisce: e spesso sono proprio gli acari. Poi ci sono altri segnali più sottili: galline che sembrano sempre più stanche al mattino, con la cresta che lentamente perde colore, oppure che iniziano a beccarsi tra loro senza motivo apparente, per sfogare lo stress e l’irritazione notturna. Non serve trovare subito il parassita per capire che qualcosa non va: il comportamento notturno e lo stato generale della gallina parlano da soli.
Se sospetti qualcosa, puoi fare un controllo diretto. Il momento migliore? Proprio la notte. Entra con una torcia e osserva i punti nascosti del pollaio: tra i posatoi, nelle fessure, negli angoli bui. Lì potresti vedere puntini che si muovono rapidamente, e se sono rossi… sono proprio acari che hanno appena fatto un pasto di sangue.
Un altro trucco? Passa un foglio bianco lungo le travi di legno. Se dopo qualche passata vedi macchie rosse o strisciate scure, probabilmente hai schiacciato degli acari pieni di sangue.
Infine, non trascurare il contesto: un calo improvviso nella deposizione di uova, un piumaggio spento, o l’aria scocciata delle tue galline. A volte, dietro a questi piccoli segnali si nasconde proprio una colonia di acari ben nascosta, ma in rapida espansione.
Come Difendere il Pollaio dagli Acari Rossi?
Difendere il pollaio dagli acari rossi non significa solo eliminarli quando compaiono. Gli esperti del settore avicolo sanno bene che, con questo parassita subdolo e notturno, la chiave è giocare d’anticipo. Una volta che l’infestazione esplode, può diventare difficile da controllare. Ma con qualche accorgimento mirato, si può prevenire la comparsa e mantenere il pollaio sano nel tempo.
La prima linea di difesa è l’igiene costante. Gli acari rossi si annidano nelle fessure del legno, nei posatoi, sotto le cassette nido, nei listelli e nelle intercapedini. Per questo motivo, pulire il pollaio non significa solo rimuovere la lettiera, ma smontare, grattare e spazzolare ogni punto in cui si possano nascondere. Si consigliano pulizie profonde almeno una volta al mese e cambi frequenti della paglia o trucioli.
Un’altra misura fondamentale è l’uso preventivo di sostanze che disturbano il ciclo vitale dell’acaro. Tra i più consigliati:
- Terra di diatomee: una polvere naturale che danneggia l’esoscheletro degli acari per disidratazione. Ottima da spolverare nei nidi, tra i posatoi, nei punti più critici.
- Polveri o spray a base di piretroidi naturali: non appena si sospetta la presenza degli acari galline o dopo ogni introduzione di nuovi animali.
- Oli essenziali (es. lavanda, neem, citronella): hanno una blanda azione repellente e possono essere usati nella pulizia settimanale come supporto.
Non trascurare la struttura del pollaio: il legno, soprattutto se grezzo o vecchio, è il materiale più amato dagli acari. Dove possibile, è utile sigillare le fessure, levigare le superfici e usare vernici atossiche lisce che non permettono agli acari di trovare rifugi sicuri. Per casi più avanzati la disinfestazione acari professionale è sempre la miglior soluzione.